venerdì 31 gennaio 2014

.... IL SOLARE TERMODINAMICO....FUNZIONA ????

Ultimamente nel nostro paese sta prendendo sempre piu piede il solare termodinamico, usato per la produzione dell'acqua a uso sanitario (ACS) ed eventualmente anche per il riscaldamento, solo però nel caso funzioni a basse temperature tipo quello a pavimento.
Questo nuovo sistema per il riscaldamento dell'acqua è un'ibridazione tra un solare termico e una pompa di calore,e deriva a dire il vero da una tecnologia già presente da molti anni nelle nostre abitazioni cioè la pompa di calore.Il funzionamento infatti è molto simile a quello che permette al nostro frigorifero di raffreddare gli alimenti; anche se al contrario,andiamo cioè ad estrarre il calore residuo presente nell'aria per scaldare l'acqua.
Esistono in commercio svariate tipologie di pompe di calore oggi però ci occuperemo nello specifico solo del solare termodinamico,cercando per quanto possibile, senza inutili tecnicismi, di spiegarne a tutti funzionamento e resa.

 ESEMPIO DI SOLARE TERMODINAMICO
Come si vede dalla foto nel termodinamico sono presenti 2 elementi fondamentali,il pannello esterno ed il serbatoio che contiene l'acqua,dentro al quale è posta una serpentina al cui interno passa un gas ad alta temperatura che ne consente il  riscaldamento.
Vediamo ora nel dettaglio il principio di funzionamento che si basa sulla seconda legge della termodinamica.
All'interno del circuito che va dalla pompa al pannello circola un fluido refrigerante a temperature che variano dai -5 ai -15 gradi ,che grazie al calore catturato propio dal pannello si trasforma in gas,a sua volta convogliato nella pompa e compresso fino a raggiungere una temperatura intorno ai 100,lo stesso passa poi all'interno dello scambiatore(serpentina) facendo innalzare la temperatura dell'acqua riscaldandola.
Una volta che il gas ha trasmesso tutto il suo calore all'acqua il ciclo si ripete.
Questo molto in breve è il principio di funzionamento del termodinamico ora però passiamo alla parte che piu ci interessa ovvero VANTAGGI , SVANTAGGI e come SCEGLIERE UN BUON IMPIANTO.


VANTAGGI

- Un buon impianto termodinamico consente di risparmiare quasi totalmente la quota di gas spesa per l'acqua sanitaria valutata in circa 1/3 dell'intera bolletta (chiaramente nel caso venga istallato in montagna il suo rendimento sarà minore)
- basso impatto ambientale dato che necessita solo di un pannello esterno di modeste dimensioni (circa 170x80x2,5)  che può essere montato anche a parete sia in verticale che orizzontale e verniciato.Questo lo rende particolarmente idoneo in tutte quelle zone soggette a vincoli paesaggistici e che non possono montare i classici pannelli solari termici.
- Resa molto alta in termini di efficienza il cosi detto COP (coefficiente di prestazione) ovvero la quantità di lavoro prodotta rispetto all'energia utilizzata negli impianti migliori va da 3 a 7 ,basti pensare che il tradizionale boiler elettrico il rapporto arriva a stento a 1 a 1
- Manutenzione pressochè nulla
- E' in grado di funzionare con qualsiasi condizione atmosferica ,sole pioggia vento e perfino neve visto che non necessita dell'irraggiamento diretto del sole che funge solo da acceleratore nel processo di scambio termico.
- Attualmente e fino a tutto il 2014 l'agevolazione fiscale è pari al 65%


SVANTAGGI

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Sicuramente tra gli svantaggi del termodinamico c'è il consumo elettrico.Un impianto con serbatoio di 200/300 lt assorbe dai 400 ai 500 watt/ora, causati dal continuo funzionamento della pompa che comprime il gas per scaldarlo.E' difficile fare una stima del consumo annuo anche perchè sono molteplici i fattori che possono influire su di esso ( temperatura esterna ,posizionamento del pannello ecc ecc), credo però che un dato attendibile sia nell'ordine dei 1200/1700 kw annui è per questo che se ne consiglia l'istallazione in presenza di un impianto fotovoltaico.
- Necessita di uno spazio nel vano caldaia di circa 60x60x170 a seconda delle dimensioni del serbatoio.
-Per integrarlo anche come riscaldamento si devono montare parecchi pannelli esterni (a seconda della metratura da scaldare)

COME SCEGLIERE UN BUON IMPIANTO

In commercio sono presenti un gran numero di impianti molti di aziende spagnole ,paese dove questa tecnologia è già da anni molto diffusa,per fare una scelta oculata sarà importante però fare al venditore le domande giuste...
In primis chiedere com'è fatto l'impianto, in commercio esistono impianti con serbatoio vetrificato oppure in acciaio inox...naturalmente questi ultimi sono i migliori ,la coibentazione è preferibile sia di poliuretano ad alta densità.
Chiedete i consumi in termini di watt, le dimensioni del serbatoio dell'acqua ,che dovrà essere adatto al vostro nucleo familiare e il COP (coefficiente di prestazione) .
Verificate di avere lo spazio ,possibilmente nel vano caldaia per poter ospitare l'impianto, ricordando che la distanza massima tra boiler e pannello esterno può arrivare a circa 10 metri (superare tale distanza pregiudicherebbe il corretto funzionamento e la resa).
Il pannello esterno può essere posizionato anche a parete ,sopra una tettoia o in una terrazza, l'importante è che non sia esposto a nord ,vanno bene anche est e ovest, la resa ottimale però si ha a sud.
Prevedere di collegare l'impianto alla caldaia con una valvola deviatrice automatica così nel caso le temperature esterne siano troppo rigide e la temperatura dell'acqua non risulti sufficientemente alta ,questa interverrà nel riscaldamento.
Da tener ben presente che quasi tutti questi impianti sono dotati di una resistenza elettrica che si attiva (e quindi consuma!!!) ogni qual volta la pompa di calore non riesce a scaldare abbastanza l'acqua, questo può succedere se le temperature esterne sono particolarmente basse o se si consuma troppo nell'arco di poco tempo.La macchina necessita infatti di qualche ora per poter reintegrare i 55° dell'acqua del serbatoio.
Quindi assicuratevi che l'istallazione preveda l'allacciamento in caldaia e di comprare un impianto in cui l'attivazione della resistenza elettrica sia manuale e non automatica.

SPERO DI ESSERVI STATO D'AIUTO...


mercoledì 29 gennaio 2014

DAI PANNELLI ALLE TEGOLE..L'EVOLUZIONE DEL FOTOVOLTAICO....



Le tegole fotovoltaiche rappresentano una delle possibili soluzioni tecnologiche per l’integrazione in architettura dell’energia solare. Si tratta, in sostanza, di tegole speciali che vengono inserite, in alternativa ai tradizionali pannelli, nelle coperture degli edifici, soprattutto quando si tratta di monumenti o di altri edifici di particolare pregio storico o architettonico.
La loro caratteristica principale, infatti, è quella di essere perfettamente integrate nel tetto che le ospita, un fatto questo che rende l’impatto estetico delle tegole fotovoltaiche praticamente nullo. Sono, inoltre, facili da maneggiare, installare e sostituire e si prestano, oltre che ai tetti a spiovente, anche alle coperture piane e alle facciate.
Di solito, questi dispositivi sono costituiti da una base in cotto (o in materiale sintetico) su cui viene inserito un piccolo pannello fotovoltaico, ma sul mercato ne esistono diverse tipologie, adatte ai vari tipi di tetto e con funzionalità differenti.
Le tegole fotovoltaiche a celle solari, ad esempio, sono costituite da piccoli pannelli fotovoltaici inseriti tra i coppi e protetti da un vetro che garantisce una certa resistenza agli agenti atmosferici, agli urti e all’eventuale calpestio.
Questo tipo di tegole, di solito, sono realizzate in argilla naturale o con speciali polimeri e sono facilmente adattabili a tutte le coperture. Anche se sono relativamente facili da installare (più o meno come le tegole tradizionali), richiedono la sostituzione dell’intero tetto e si distinguono per una produzione energetica piuttosto bassa.
In alternativa, è possibile optare per tegole fotovoltaiche a coppi, in cui l’elemento fotovoltaico ha proprio la forma della singola tegola, o per quelle trasparenti, realizzate in policarbonato, in pvc o in vetro. Anche queste sono adattabili a qualsiasi tetto e a a tutti i tipi di edificio e sono reperibili sia come tegola singola che come lucernari. Ideali per i punti luce e per i sottotetti garantiscono una buona trasmissione della luce e sono particolarmente resistenti agli agenti atmosferici.
Le tegole a struttura piatta, come dice il nome, sono invece realizzate con fotovoltaico a film sottile e si caratterizzano per la possibilità di calpestare la copertura in caso di necessità (per manutenzione, sostituzioni, etc). Buono anche il rendimento, ottima la durevolezza.
Un discorso a parte meritano poi le tegole solari termiche, realizzate normalmente in laterizio e concepite per produrre acqua calda sanitaria. In questo caso, i pannelli contenuti nelle tegole sono provvisti di un collettore in rame e di tubi sottovuoto. L’impianto prevede l’installazione di serbatoi termici per la conservazione dell’acqua calda, che può essere utilizzata anche per alimentare, ad esempio, un sistema di riscaldamento a pavimento. Impatto visivo praticamente nullo.
Questo, infine, è un elenco dei principali produttori di tegole fotovoltaiche:
  • REM Spa
  • Wega Lux
  • Alter Energia
  • Solaria
  • Tegola Canadese
  • SRS Energy
  • Down Power House
  • Techo Solar

VANTAGGI:

  • si installano come le tradizionali tegole in laterizio, compreso l'innesto meccanico e il collegamento elettrico, ma oltre a proteggere la vostra casa dal calore, producono energia elettrica gratuitamente. Inoltre, la sostituzione di una o più tegole danneggiate è molto semplice e non presenta particolare difficoltà;
  • aumentano il valore dell'edificio o della struttura abitativa sul quale vengono installate;
  • le celle in silicio amorfo non necessitano di un'esposizione diretta all'irraggiamento solare, per cui è possibile ovviare la minore resa termica se non si ha la possibilità di un posizionamento ottimale a Sud. Per lo stesso motivo, è possibile installare questa tipologia di tegole anche sui tetti piani o sulle facciate degli edifici.
  • si possono montare nella quasi totalità dei contesti architettonici visto che l'impatto visivo è praticamente nullo

SVANTAGGI:

  • presentano una bassa produzione elettrica: per 1 kW picco sono necessarie 250 tegole per uno spazio complessivo di 18 mq , quasi il triplo di un impianto normale.
  • i coppi fotovoltaici necessitano, per essere installati, della sostituzione dell'intera copertura del tetto;
  • per un resa ottimale della tegola fotovoltaica l'esposizione deve essere a sud
  • non ultimo l'enorme quantità di cablaggi necessari per collegare tutte le tegole tra loro può a lungo andare rivelarsi un punto debole nel caso uno di questi dovesse danneggiarsi potremo dover togliere mezzo tetto per scoprire dov'è il problema 
  • i costi sono ancora molto elevati
DI SEGUITO ALCUNE FOTO DI COPPI FOTOVOLTAICI E TERMICI






ESEMPIO DI TEGOLA SOLARE TERMICA PER RISCALDAMENTO ACQUA CALDA




ESEMPIO DI TEGOLA SOLARE
SCHEMA DI ASSEMBLAGGIO




Ma quante ENEL ci sono in Italia?????facciamo chiarezza...

Era il lontano 1962, quando l'allora governo Fanfani creo ENEL acronimo di Ente nazionale per l'energia elettrica
Lo scopo era di accorpare nazionalizzando facendole comprare dallo stato tutte le imprese operanti nel settore della produzione, commercializzazione, distribuzione, trasporto di energia elettrica, nonché di tutte quelle operanti in settori funzionalmente e tecnicamente connessi.
Sino ad allora l'elettricità era gestita da aziende di dimensione media, talvolta anche piccola, sparse sul territorio, in qualche modo collegate e controllate da poche aziende più grandi. Le aziende capofila erano:

Nel 1991 l'Enel fu autorizzata a costituire società operanti nei settori di sua competenza e l'anno successivo divenne societa per azioni il cui unico propietario era l'allora ministero del tesoro.
Si comincia quindi quella che è la liberalizzazione del mercato dell'energia che portera' poi ENEL a vendere parte delle sue associate (vedi TERNA) e parte delle centrali di produzione questo per risolvere il problema della sua posizione monopolistica.
Nel 1999 il decreto Bersani sancisce la definitiva liberalizzazione del mercato elettrico. 
 La situazione attuale (2009) delle società controllate dal gruppo sono, in ordine alfabetico, le seguenti:
fonte wikipedia

Ora le cose sono un po cambiate a livello societario pero' il gruppo ENEL spa detiene ancora il controllo di enel servizio elettrico, enel distribuzione e di enel energia..la attuale quota dello stato è di circa il 31% con 1.2 milioni di azionisti tra retail ed istituzionali.

Per chi volesse approfondire di seguito il link al bilancio del gruppo 2012
http://www.enel.com/it-IT/doc/group/profile/enel_profilo_societario.pdf

MA COSA DEVONO SAPERE GLI UTENTI CHE RICEVONO LA BOLLETTA??

1) Che enel distribuzione è il gestore e propietario dei contatori e delle linee a media e bassa tensione
2) Che enel servizio elettrico è la vecchia societa' quando ancora vigeva il regime monopolio dalla quale         molti di noi dipendono ancora (la cosidetta vecchia enel) 
3) Che enel energia è la nuova societa' che opera nel mercato libero 

Attualmente in Italia nel mercato libero dell'energia lavorano circa un centinaio di societa tra cui Bluenergy,Sorgenia,E-on,Edison,GdSuez e molte molte altre... 




martedì 28 gennaio 2014

lampadine a LED ..qualche informazione in piu...

Il LED (Light Emitting Diode) è una fonte di luce che sfrutta il fenomeno dell’elettroluminescenza delle proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori. E' una tecnologia interessantissima perché permette alta efficienza rispetto alle lampadine tradizionali, migliore qualità della luce, con luminosità immediata (a differenza delle lampadine a risparmio energetico), rispetto dell’ambiente e assenza di materiali pericolosi come il mercurio.

efficienza energetica
I vantaggi. Queste lampadine offrono un bassissimo tasso di manutenzione e sostituzione, basti pensare che la vita media del LED è quindici volte superiore rispetto alla lampadina a incandescenza (15.000 hh. vs 1.000 hh.). Non solo, i benefici del LED si sperimentano anche in bolletta, con un risparmio energetico superiore all’80% rispetto alle vecchie lampadine.
N.B.: per raggiungere la stessa luminosità di una lampadina tradizionale a 60 W (806 Lumen), sono necessari solo 9,5 W di una lampadina LED. Pensiamo che la sostituzione di una lampadina di questa taglia, di solo una lampadina, permette di risparmiare circa 167 Euro in 15 anni tra costi di riacquisto (17,25€) e risparmio in bolletta (10€/anno).

Dal 2009, l’incandescenza è stata bandita dall’Unione Europea per essere sostituita da tecnologie più efficienti, edall'1 settembre 2012 queste lampadine sono fuori dal mercato. Nel 2011 i dati (fonte Philips, IRI, GFK) dicevano che sono ancora da sostituire 300 Mln di lampadine ad incandescenza in Italia: il LED offre vantaggi unici e perciò è destinato a diventare una delle più importanti tecnologie presenti sul mercato.

LUCE GREEN

 LE LAMPADINE SI FANNO SEMPRE PIU GREEN GRAZIE ALLA TECNOLOGIA LED

FINALMENTE....

E' già un po che volevo fare un mio blog e finalmente ci sono arrivato...meglio tardi che mai...
Dedicherò questo blog al risparmio energetico con l'intento per quanto possibile di fare chiarezza in un mondo complicato e pieno di imbonitori e cialtroni sempre pronti a vendervi il loro prodotto migliore..